Allo showcase degli ZEN CIRCUS (Firenze) … a cura del nostro Marco Mingolla

 

20140123_182333Alla Feltrinelli di via de’ Cerretani, quarantacinque minuti prima dell’inizio dello showcase, le copie del nuovo album Canzoni Contro La Natura degli Zen Circus erano già tutte esaurite. Un pubblico giovane, di sicuro più appassionato e attento di quello di poche ore prima per il segretario della FIOM Landini, occupa tutti i posti a sedere, si arrampica sugli scaffali, si siede a gambe incrociate a pochi centimetri dalla strumentazione. Io resto dietro: non ho più l’età. Uomini dal ciuffo esagerato, donne dai capelli fucsia. E’ il pubblico degli Zen.

A un quarto d’ora dall’inizio, un uomo sulla cinquantina si avvicina e mi chiede dell’evento. Ci sono gli Zen Circus, rispondo. Resta perplesso. Arrivano in perfetto orario, domande di routine e si comincia. Appino ha una giacca grigia “da presentatore” regalata da Dente, Karim suona le sue solite percussioni “non convenzionali” formate da scatole di cartone e un annaffiatoio blu.

Canzoni Contro La Natura è un titolo incompleto, spiega Ufo, “molto più bravo a parlare di queste cose”. Per evitare conflitti con il WWF, aggiunge che si tratta di una loro riflessione sulla natura umana. Parlano del film Comizi D’amore di Pier Paolo Pasolini (“ un film visto da bambini ”) e della frase di Ungaretti “tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura”. Mi conquistano. Poi si interrogano sul perché oggi, rispetto al grande poeta, Benedetta Parodi sia decisamente più in alto nelle classifiche dei libri venduti. Liquidata l’intervistatrice, inizia lo show.

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Suonano cinque brani del nuovo album: si comincia con Viva, il singolo lanciato qualche settimana fa. “Ma questa era facile” dice Ufo. Continuano con Dalì, un brano “per un famoso writer”. “Sull’onda di questo entusiasmo spontaneo” proseguono con Vai Vai Vai, un sequel di Andate Tutti Affanculo. “Ci siete andati quella volta nel 2009?” chiede Appino al suo pubblico. Il quarto brano in scaletta è Postumia, “per chi non lo sapesse la via Postumia collegava l’Est all’Ovest”. Terminano poi con “un pezzo molto allegro”: Sestri Levante.

Conclusa la parentesi musicale si comincia con le domande “stupide”. “E’ il momento che ci piace di più”, scherzano. Qualcuno gli fa notare il faccione di Renzi in una foto dietro il piccolo spazio allestito dalla Feltrinelli per il mini concerto. “ Questo non dovevate farlo ”, risponde Ufo, “ sembra di essere in questura ”.  Il pubblico si diverte. Appino prende un ombrello e lo apre al centro del palco, poi, su richiesta, fa gli auguri ad una fan. Alla fine qualcuno chiede il pezzo preferito del nuovo album: tutti d’accordo su Sestri Levante, il più intimo, scritto pensando ad un post concerto nella piccola cittadina ligure.

Torno a casa, cuffie alle orecchie e Canzoni Contro La Natura. La prima impressione è di ascoltare il miglior album del Circo Zen. Ancora una volta si parla del quotidiano, del sociale, della politica. Forse niente di nuovo rispetto ai lavori precedenti, ma testi e musica di qualità anche questa volta. Il mio brano preferito? L’Anarchico e il Generale, una canzone che sembra ispirata al sound del maestro De Andrè in compagnia della PFM.

 

Marco Mingolla

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