Nicolò Carnesi al Tender … a cura di Marco Mingolla.

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C’è pure Brunori stasera al Tender. Come Brunori? Sì, dai vieni, vestiti!

I messaggi delle 22,45 non sono sempre graditi. Spesso faccio finta di non vederli o dico chiaramente che sono in pigiama della serie “io quando avevo vent’anni avevo sonno” (Zen Circus). Al Tender però c’è un concerto di Nicolò Carnesi. Sì, quel Carnesi che ascolto incessantemente da settimane. E che c’entra quindi Dario Brunori? Questo ancora lo devo capire per bene, so solo che fra loro c’è feeling e che si vedono spesso.

Prendo il pc, pagina facebook del Tender:club per verificare la notizia e scopro che oltre a Brunori c’è anche Antonio Dimartino. Ok, è la mia serata. Pochi minuti e sono lì. Entro e vedo tanta bella gente indie: camicie che sembrano tovaglie per picnic e barbe dimenticate.

Toh, c’è pure Federico Fiumani, vecchia conoscenza del Rockinday!

La sala non è ancora piena ma Carnesi sta per cominciare. La scaletta è formata da quasi tutti i pezzi del nuovo album “Ho Una Galassia nell’Armadio”. Sono sorpreso: Nicolò è un gran musicista. Ottima qualità e bellissimi arrangiamenti fedeli al disco. Ha una camicia blu a pois e tre musicisti con sé. Scherza fra una canzone e l’altra, si diverte, coccola i suoi capelli da scienziato pazzo. Mi colpisce la bellezza di “Numeri” e “L’ultima Fermata”.

Il concerto è un successone. Il bis è una cover chitarra e voce: Please, Please, Please Let Me Get What I Want. Il pubblico canta, canto pure io, atmosfera incredibile.

 

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E quando sale la Brunori SAS per questa sorpresa? Ultima canzone: Medusa. Comincia il brano e due uomini si fanno spazio fra la folla per guadagnare la prima fila. Ma chi è che spinge oh?! Dario Brunori e Antonio Dimartino. Che vandali! Cantano e ballano Medusa col pubblico con un cocktail fra le mani. Tutto troppo bello.

Concerto finito, ma Nicolò Carnesi è stato eccezionale. Facciamo le foto e scambiamo due chiacchiere: gli tocchiamo i capelli, parliamo di tacchi, di altezze, del mio accento non proprio toscano e del suo viaggio in America.

Poi riconosco anche Dario Della Rossa, tastierista della Brunori Sas, che mi dice di essere a Pisa al loro concerto il giorno successivo. Sarebbe bello Dario, ma… la conosci quella canzone degli Zen Circus?

 Il concerto è finito da mezz’ora ma l’atmosfera al Tender è ancora magica. Gli artisti, le birre, la musica, le chiacchiere. C’è chi oggi lamenta la pochezza della musica italiana, c’è chi semplicemente dice che in Italia la musica è finita.

Io non ci sto.

Questa è nuova linfa, questa è vita!

Grazie Nicolò, grazie messaggio delle 22,45.

Marco Mingolla

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