Recensioni, SEAHOUSE – “Cristalli” …. a cura di Mino Pica.

Si possono percorrere zero chilometri viaggiando ascoltando. Si può risparmiare la distanza per arrivare in luoghi immaginati e sperati, fuori dalla ricorsività degli eventi che legano piedi a terra. Ci sono album come ‘Cristalli’ dei Seahouse (Rawlines – New Model Label, in uscita il 2 dicembre 2014) che ti confortano e ti spingono con la forza di una sonorità empirica che proietta in flussi spaziali e temporali che solo la musica sa regalare. Dopo aver spiegato con Ted (The emotional discount, Seahouse, 2011) una realtà terrena, storico e sociale, che evidentemente non appartiene alla band pugliese, i Seahouse con ‘Cristalli’ sembrano aver voluto indossare nuovamente tute e casco spaziali, già viste e sentite in Next (Seahouse, 2007) per proteggersi e proteggere da quelle radiazioni terrestri, costellate – a loro suonare – da un vuoto interno patologico ed insano.
 
copertina Seahouse
I Seahouse sembrano voler così riprendere il volo maturando, nel tempo e nella musica, un senso di estraneità nell’espressione e pensiero comune; i loro brani si caratterizzano al solito per la loro sana e viva originalità nello scenario musicale contemporaneo e la maturità si esprime anche in una maggiore cura dei particolari per un lavoro di ricerca intenso che si percepisce molto, ed a tratti esasperato.“Intro – Welcome” è il racconto di un mondo aperto ed incontaminato che si vorrebbe vivere ed assaporare, un punto di partenza con il sapore di una destinazione auspicata, un pezzo delicato, sereno e confortante scosso dal violento impatto di “Cross the line”, brano completo di spunti e dimensioni. “The nu band” conferma la sperimentazione di un viaggio che vuol scrollare di dosso la gravità delle cose e che ha bisogno di una spinta ancora più violenta, rabbiosa e decisa: la musica dei Seahouse è una sensazione suggerita, bere particelle che prendono forma, ascoltare immagini sollecitate, un viaggio lontano per ritrovarsi; basta sintonizzarsi.

Arriva così “Coming out”, scritto ed interpretato da Daniele Rini (fra le migliori voci in assoluto del territorio pugliese); si tratta dell’unica traccia con voce per un esperimento che colpisce, ma che funziona per come la voce di Daniele si accomoda con la musica (brano inserito in “Hotel – Camere di riflessione, Lupo Editore, 2013).

Del resto la musica resta il principale canale dei Seahouse che con questo brano prendono il volo definitivamente.

“Panta rei” ha sonorità nuove e soffuse, per un tempo che non lascia scampo e sembra crescere esponanzialmente attraendo fascino ed energia. “Intermezzo” arriva nel momento ideale in cui prender fiato e che precede uno dei brani da me considerato fra i più belli in assoluto mai ascoltato: Cristalli. Ascoltare per credere. Non aggiungo altro. Brano numero 7 (brano inserito in “Hotel – Camere di riflessione, Lupo Editore, 2013).

Arriva così “Presa diretta” (brano inserito in “Cucina Interiore”, Lupo Editore, 2011), rivestito da tutta la strumentalità ricercata e sperimentale della band. Con “Into the eyestorm” si ritorna nella dimensione del viaggio, un affacciarsi al finestrino di questa nave che continua a volare, con un tocco di nostalgia nei confronti di ciò che poteva essere ciò che si lascia alle spalle; una nostalgia che cambia però forma e che diventa invece una spinta verso un orizzonte che attende di essere conosciuto. “Outro – Farewell” è un punto di vista lontano, chiude i contatti, chiudono le trasmissioni, i Seahouse continuano il loro viaggio ma tutti, sembrano dire, potrebbero intraprenderne uno proprio.

(testo di Mino Pica tw @mino_pica )

I Seahouse sono:

Luca Antonazzo: Chitarra
Gianluca Grecucci: Basso
Max Licchelli: Chitarra
Elvira Palma: Synth
Luca Voglino: Batteria

Contatti:______Sito web: www.seahouseband.com

 
una casa
 
seahouse
 
*Un ringraziamento particolare ai Seahouse da Enzo, Mino e Daniela, componenti del Rid, ringraziati all’interno dell’album.

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